Il contesto

Nel 1987, alla nascita della legge 49 sulla cooperazione, l’educazione allo sviluppo era orientata alla “promozione di programmi di educazione ai temi dello sviluppo e di iniziative volte alla intensificazione degli scambi culturali tra Italia e i PVS…” (art. 2.3.h) e successivamente, con chiari segni anticipatori, anche “alla promozione di una evoluzione della mentalità nei confronti dello sviluppo e dell’interdipendenza fra i popoli” (Delibera 65/88). Oggi, l’Osservatorio Interregionale Cooperazione Sviluppo è una finestra affacciata non solo su un mondo lontano dai nostri confini ma anche sul microcosmo pulsante sotto le nostre mura di casa. L’incremento massiccio del flusso di immigrati, spesso in fuga da paesi sconvolti da carestie e conflitti interni, ha orientato l’asse portante dell’educazione allo sviluppo anche verso l’interno del nostro Paese. L’attenzione, quindi, non va confinata solo nell’ambito di programmi di aiuto della nostra cooperazione ma è rivolta anche a nuovi temi ad essa connessi, come l’educazione alla convivenza pacifica, i diritti umani e civili, l’intercultura.

“Nuove finestre sul mondo” è un progetto che nasce in questo contesto. La finalità è di sensibilizzare, educare e coinvolgere il mondo dei giovani, operatori sociali e in generale l’opinione pubblica, sulle problematiche connesse a immigrati e rifugiati e per il sostegno della cooperazione italiana nei loro paesi d’origine.

I mass media spesso parlano di immigrazione come di un’emergenza, dando una visione generica e talvolta distorta di un fenomeno ben più complesso. I più indifesi fruitori di un’informazione di questo tipo sono i giovani, i veri protagonisti di una società che cambia e cresce, grazie anche al quotidiano contatto con persone provenienti dai cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo.

Con la presenza consistente di alunni stranieri nelle scuole italiane, diventa sempre più importante investire risorse nel diffondere una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione che passi attraverso la comprensione delle questioni legate ai temi dello sviluppo e della necessaria cooperazione fra i popoli. Le azioni da adottare dovranno favorire nei giovani il convincimento che la diversità culturale e la cooperazione allo sviluppo non sono solo un problema ma anche una potenziale ricchezza per il loro paese e per il loro futuro.

La sede naturale per queste sperimentazioni, quindi, è la scuola, in quanto luogo deputato alla formazione culturale delle nuove generazioni. Eccezionalmente, le attività di progetto potranno svolgersi anche nell’ambito della società civile organizzata, come le associazioni delle famiglie, i movimenti giovanili, le comunità parrocchiali.

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